Qual’è la colla giusta per portoni e manufatti esposti al sole e alle intemperie?

Nell’incollaggio dei legni è necessario scegliere la colla giusta per ogni applicazione.
La stessa colla infatti non è ideale per tutte le applicazioni in quanto a seconda del tipo di esposizione a cui sono sottoposti i manufatti occorre scegliere la resina ideale.

Il problema diventa molto evidente quando si devono eseguire degli incollaggi su manufatti esposti alla luce diretta e alle intemperie. In queste situazioni infatti i legni possono raggiungere temperature molto elevate in estate e se si utilizzano le normali colle viniliche possono verificarsi dei veri disastri. In queste casistiche infatti si manifesta un’azione disgregante del collante e gli elementi si staccano.

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Quali collanti utilizzare per legni altamente resinosi ed esposti a salsedine ed acqua salata?

L’incollaggio di elementi esposti all’acqua salata o particolarmete oleosi come il Teak può risultare molto difficile perchè la loro untuosità impedisce alle normali colle viniliche di aderire e mantenere l’incollaggio.

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La batteria non ti convince? Scegli Milwaukee e ti ricrederai

L’uso della batteria nei lavori più gravosi lascia sempre un po’ perplessi. E se si scarica la batteria? E se non ho in ogni situazione la massima potenza?

Questi dubbi sono molto comuni, ma la tecnologia Milwaukee ha raggiunto livelli di potenza nell’alimentazione a batteria davvero inimmaginabili.

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Bosch Professional: da 10,8V a 12V Nuova denominazione per gli elettroutensilli ecco perché.

Nel nostro catalogo troverete molti prodotti Bosch con la denominazione differente rispetto a prima.
Questo è dovuto alla decisione della casa produttrice di passare tutto l’assortimento Bosch Professional da 10,8 V a 12 V già a partire dai primi mesi del 2017. Continua a leggere

I Micrometri per interni ed esterni. Quali scegliere? Come usarli?

Il micrometro è uno strumento per la misurazione di lunghezza accurata dei componenti con precisioni centesimali o millesimali. Sono costruiti generalmente in acciaio o ghisa con lettura analogica o digitale. L’uso è abbastanza semplice basta posizionare lo strumento sul particolare da misurare avendo cura di pulirlo nel punto da misurare per evitare errori di lettura. Avvicinare le punte di contatto e leggere la misura sul tamburo o il display. Per evitare che si faccia troppa pressione i micrometri sono dotati di frizione che impedisce un momento torcente eccessivo.

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Micrometro da esterni digitale

Scegliere un micrometro Digitale o Analogico? Dal punto di vista pratico lo strumento digitale consente una lettura più intuitiva e veloce riducendo al massimo possibilità di errori di lettura soprattutto se l’utilizzatore è poco esperto. D’altra parte uno strumento digitale è molto più delicato di uno strumento senza elettronica. Se si lavora in ambienti con presenza di polveri, olii e acqua emulsionata lo strumento meccanico è meno esposto a possibili danni anche se ora sono fornibili micrometri digitali sigillati con prtezione IP65 o IP67. Certamente il “fattore Costo” è un elemento determinante perchè i micrometri digitali hanno un costo decisamente più alto.

Per quanto riguarda la differenza di costo tra i vari strumenti digitali è dovuta principalmente alla precisione dell’elettronica. Come molti altri componenti le elettroniche migliori  garantiscono una ripetibilità maggiore e quindi maggiore affidabilità.

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Micrometro Centesimale Borletti

Per i micrometri meccanici invece la differenza tra i vari strumenti è minore ma una differenza può essere indentificata nella vite di avvicinamento e la frizione. Quindi strumenti migliori hanno una durata nel tempo maggiore ed una maggiore affidabilità. La cosa comunque fondamentale è di maneggiare lo strumento con cura ed evitare assolutamente le cadute che spesso causano problematiche irrevesibili.

Gli strumenti per esterni oltre che con contatti tradizionali piani possono essere micrometri con contatti sferici intercambiabili, micrometri per la misurazione di filettature, micrometri con contatti in metallo duro, micrometri ad 1 contattoto sferico per tubi, micrometri a disco per la misurazione di ingranaggi, micrometri digitali per la misurazione di cave.

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Micrometri digitali ad azionamento rapido per interni

Per la misurazione di fori e cave invece si utilizzano i micrometri da interni che grazie ai 3 punti contatto garantiscono una misurazione ultra precisa. Ce ne sono anche questi di diversi modelli: Micrometri per interni digitali ad azionamento rapido, di forma a pistola, che hanno una leva per l’avvicinamento garantendo un veloce misurazione; Micrometri digitali diritti o micrometri per interni a lettura analogica. La differenza più importante su questa tipologia di strumento oltre all’elettronica se digitali,  è la pressione uniforme dei contatti. So questo tipo di strumento infatti è necessario che le 3 punte siano assolutamente equilibrate tra loro per una misurazione perfetta.

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Micrometri per interni a 3 punte

Un’altra cosa da verificare è la presenza o meno della certificazione Acrredia o UKAS. La certificazione infatti ha un costo abbastanza importante sullo strumento se necessaria. In mancanza di questa solitamente tutti gli strumenti hanno comunque un rapporto di prova del fabbricante che ne attesta l’affidabilità delle misurazioni.

Per eventuali richieste o chiarimenti possiamo supportavi nella scelta.

 

 

Perchè si usano i blocchetti pianparalleli di riscontro o Blocchetti Johnson

Nei moderni metodi produzione industriale è ormai necessario avere strumenti per il controllo dei processi produttivi. I Blocchetti di riscontro o detti anche Blocchetti Johnson (nome dello svedese che li brevettò Johansson) sono dei strumenti indispensabili per la verifica di molti strumenti utilizzati in officina come i calibri a corsoio sia digitali che analogici, i micrometri e altri strumenti di misura lineare.  Le norme di qualità ISO 9001 inoltre li  hanno inseriti come indispensabili.

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Set blocchetti di riscontro

Questi strumenti infatti, se corredati di certificazione ACCREDIA o di altri istituti di certificazione riconosciuti a livello internazionale, sono utilizzati come “misura nota” a cui confrontare gli altri strumenti in officina. Fungono infatti da strumenti primari per verificare il grado di scostamento delle misure degli altri.

Possono essere in acciaio temprato, ceramica di zirconio o in metallo duro (Carburo di Tungsteno). Sono di forma quadrata o rettangolare, con una elevatissima accuratezza di planarità e rugosità. Conformi alla norma ISO 3650 – DIN 861e BS 4311.

Quali blocchetti di riscontro scegliere? I blocchetti possono essere forniti singoli o in set a seconda delle esigenze richieste dal proprio sistema di qualità. I blocchetti in acciaio si possono avere in 4 gradi di precisione:

  • Grado 2: solitamente più utilizzato direttamente in produzione e officina e sono in acciaio.
  • Grado 1: Fornibili in acciaio,  ceramica di zirconio e metallo duro per la taratura degli altri strumenti di controllo.
  • Grado 0: Fornibili in acciao, ceramica di zirconio e metallo duro utilizzato prevalentemente in laboratori di calibrazione
  • Grado K: fornibili solo in ceramica di zirconio e metallo duro utilizzati in laboratori a temperatura controllata come campioni riferimento.

I blocchetti di riscontro in acciaio sono realizzati con acciai di alta qualità che dopo il processo di formatura vengono trattati termicamente per conferire una elevata durezza 64HRC, lappati a specchio e oliati per evitare la corrisione.

I blocchetti di riscontro in Ceramica di zirconio (OPUS) hanno una resistenza meccanica molto elevata ed in caso di caduta accidentale l’integrità è spesso conservata. Eccellente resistenza ai graffi fino a 10 volte inferiore all’acciaio temprato, resistenza alla corrosione e altissima stabilità dimensionale.

I blocchetti di riscontro in Metallo duro (carburo di tungsteno) offrono una elevatissima stabilità dimensionale e consente intervalli di taratura 2 o 3 volte più lunghi rispetta all’acciaio. Un basso coefficente di diltazione per utilizzi anche a temperature diverse dai 20°C grazie alle elevate durezze (1500 HV). Hanno una buona resistenza alla corrosione e consente di non utilizzare olii di vaselina.

Come manipolare i blocchetto di riscontro? Essendo strumenti primari vanno manipolati con estrema attenzione per evitare cadute accidantali, rigature o altro che possa comprometterli definitivamente. E’ consigliato l’uso di guanti puliti per non lasciare impronte di grasso e per ridurre il riscaldamento degli stessi (i blocchetti sono soggetti a piccole ma significative variazioni dimensionali dovute alla temperatura di utilizzo). Non farli venire a contatto con acqua o sostanze corrosive. Una volta utilizzati, prima di riporli,  pulire con alcool, asciugare e lubrificare con olio di vaselina.

 

Prove di durezza dei materiali nell’industria. L’uso dei durometri

Il Durometro è lo strumento utilizzato nei processi industriali per la verifica delle durezze dei materiali. Possono essere portatili o da banco a secondo delle esigenze. Questo strumento è in grado di misurare la durezza dei materiali come gli acciai, le leghe leggere o anche le materie plastiche anche espanse utilizzando scale appropriate.

Per i metalli le scale più utilizzate sono Brinnel (HB), Rockwell (HRC B & C) o Vickers (HV). Il test avviene tramite la spinta di un penetratore sui metalli generalmente in carburo di tugsteno, ma per materiali particolarmente duri può essere utilizzato un diamante sintetico. Questo test non distruttivo, seppur interesserà una minima parte del materiale da verificare, lascerà una piccola impronta sul particolare misurato quindi sarà necessario valutare dove effettuarlo. La misurazione con strumenti da banco avviene tramite l’applicazione di una forza nota sul penetratore ed in base alla profondità raggiunta si avrà il valore di durezza. 

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Durometro da banco

Altri strumenti utilizzano il “Leeb Test” o tecnica a rimbalzo. Viene scagliato un dardo caricato da una molla sul pezzo da misurare ed il valore di velocità di rimbalzo ottenuto verrà convertito in HV, HRC, HRB e HB. Le durezze degli acciai vengono spesso espresse in HRC e si utilizzano 2 scale: la B per metalli più morbidi e la C per quelli più duri come gli acciai temprati e hanno valori generalmente compresi tra 19 e 70. Per la ghisa, alluminio, leghe di rame, ottone e zinco i valori spesso vengono espressi in HB con valori tra 30 e 400.

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Durometro Portatile Leeb Test

Per le plastiche si utilizza la scala Shore (HS) secondo le norme ASTM 2240, ISO R.868, DIN 53505, JIS K7215 e si hanno fino a dodici scale ma le più utilizzate sono la scala A (Gomme naturali neoprene, silicone, Poliuretano, vinile, feltro pelli e simili; la scala C/O per tutti quei materiali espansi come le spugne e la gommapiuma; la Scala D per Gomme dure, polietilene, vetroresine, resine epossidiche, metacrilato, policarbonato ecc… La scala ammette valori compresi da 0 a 100 e si contraddistinguono per forma del penetratore che utilizzano. Il valore sarà determinato dal rapporto tra la forza di spinta esercitata e la profondità di penetrazione. Un esempio di valore rilevato 90 SHORE A.

 

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Taglierini Cutter: come usarli e quali sono sicuri

Molti sottovalutano la pericolosità di taglio dei taglierini cutter.

“Tanto sono solo dei taglierini” spesso si pensa, in realtà sono dei strumenti da lavoro molto potenti anche se manuali, e possono fare davvero male se non si usano nel modo corretto.

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Perchè i saldatori devono indossare la maschera protettiva per le vie respiratorie?

Oltre lo schermo protettivo, meglio se elettronico per la protezione della vista, i saldatori devono proteggere anche le vie respiratorie. I fumi generati dai processi di saldatura costituiti da monossido di carbonio, ozono, ossidi di azoto e ossidi dei metalli, espongono gli operatori a rischio di gravi malattie polmonari.
Cosa sono i fumi di saldatura?: Sospensione di particelle solide nei gas prodotti durante la combustiuone. Il metallo a contatto con l’ossigeno dell’aria si ossida: quindi i fumi sono costituiti per la maggior parte dagli ossidi dei metalli utilizzati per il manufatto e dai materiali di apporto per la saldatura quali fili o elettrodi.
Alcuni sintomi riconducibili all’esposizione: Tosse, escreato e sibili in concomitanza della settimana lavorativa con successivo miglioramento nel fine settimana.
La tipologia di fumi cambia in relazione ai materiali utilizzati nella lavorazione quindi ossidi di ferro, Cromo, Nichel, Piombo, Cobalto, Manganese, Rame ecc.. e possono avere tutti effetti gravi sulla salute. Per questo è necessario effettuare costantemente visite ed analisi specifiche.

Indossare quindi una maschera efficiente è di fondamentale importanza per ridurre notevolmente il rischio! Generalmente si indossa un dispositivo FFP2 che protegge solamente da polveri ma è raccomandabile utilizzare maschere con una protezione ulteriore anche per OZONO, la cui esposizione cronica può causare Broncopatie, enfisevi e Fibrosi, quali ad esempio la Maschera 3M 9928 specifica per fumi di saldatura 

 

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Maschera specifica per saldatori con protezione anche da Ozono

Questa maschera protegge inoltre anche da tutti gli odori fastidiosi che si sviluppano nei processi di saldatura ed è riutilizzabile su più turni di lavoro a differenza delle normali FFP2 che devono essere gettate dopo 1 turno. Questo per avere una gestione ragionevole dei costi.