Archivio mensile:giugno 2017

Perchè si usano i blocchetti pianparalleli di riscontro o Blocchetti Johnson

Nei moderni metodi produzione industriale è ormai necessario avere strumenti per il controllo dei processi produttivi. I Blocchetti di riscontro o detti anche Blocchetti Johnson (nome dello svedese che li brevettò Johansson) sono dei strumenti indispensabili per la verifica di molti strumenti utilizzati in officina come i calibri a corsoio sia digitali che analogici, i micrometri e altri strumenti di misura lineare.  Le norme di qualità ISO 9001 inoltre li  hanno inseriti come indispensabili.

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Set blocchetti di riscontro

Questi strumenti infatti, se corredati di certificazione ACCREDIA o di altri istituti di certificazione riconosciuti a livello internazionale, sono utilizzati come “misura nota” a cui confrontare gli altri strumenti in officina. Fungono infatti da strumenti primari per verificare il grado di scostamento delle misure degli altri.

Possono essere in acciaio temprato, ceramica di zirconio o in metallo duro (Carburo di Tungsteno). Sono di forma quadrata o rettangolare, con una elevatissima accuratezza di planarità e rugosità. Conformi alla norma ISO 3650 – DIN 861e BS 4311.

Quali blocchetti di riscontro scegliere? I blocchetti possono essere forniti singoli o in set a seconda delle esigenze richieste dal proprio sistema di qualità. I blocchetti in acciaio si possono avere in 4 gradi di precisione:

  • Grado 2: solitamente più utilizzato direttamente in produzione e officina e sono in acciaio.
  • Grado 1: Fornibili in acciaio,  ceramica di zirconio e metallo duro per la taratura degli altri strumenti di controllo.
  • Grado 0: Fornibili in acciao, ceramica di zirconio e metallo duro utilizzato prevalentemente in laboratori di calibrazione
  • Grado K: fornibili solo in ceramica di zirconio e metallo duro utilizzati in laboratori a temperatura controllata come campioni riferimento.

I blocchetti di riscontro in acciaio sono realizzati con acciai di alta qualità che dopo il processo di formatura vengono trattati termicamente per conferire una elevata durezza 64HRC, lappati a specchio e oliati per evitare la corrisione.

I blocchetti di riscontro in Ceramica di zirconio (OPUS) hanno una resistenza meccanica molto elevata ed in caso di caduta accidentale l’integrità è spesso conservata. Eccellente resistenza ai graffi fino a 10 volte inferiore all’acciaio temprato, resistenza alla corrosione e altissima stabilità dimensionale.

I blocchetti di riscontro in Metallo duro (carburo di tungsteno) offrono una elevatissima stabilità dimensionale e consente intervalli di taratura 2 o 3 volte più lunghi rispetta all’acciaio. Un basso coefficente di diltazione per utilizzi anche a temperature diverse dai 20°C grazie alle elevate durezze (1500 HV). Hanno una buona resistenza alla corrosione e consente di non utilizzare olii di vaselina.

Come manipolare i blocchetto di riscontro? Essendo strumenti primari vanno manipolati con estrema attenzione per evitare cadute accidantali, rigature o altro che possa comprometterli definitivamente. E’ consigliato l’uso di guanti puliti per non lasciare impronte di grasso e per ridurre il riscaldamento degli stessi (i blocchetti sono soggetti a piccole ma significative variazioni dimensionali dovute alla temperatura di utilizzo). Non farli venire a contatto con acqua o sostanze corrosive. Una volta utilizzati, prima di riporli,  pulire con alcool, asciugare e lubrificare con olio di vaselina.

 

Prove di durezza dei materiali nell’industria. L’uso dei durometri

Il Durometro è lo strumento utilizzato nei processi industriali per la verifica delle durezze dei materiali. Possono essere portatili o da banco a secondo delle esigenze. Questo strumento è in grado di misurare la durezza dei materiali come gli acciai, le leghe leggere o anche le materie plastiche anche espanse utilizzando scale appropriate.

Per i metalli le scale più utilizzate sono Brinnel (HB), Rockwell (HRC B & C) o Vickers (HV). Il test avviene tramite la spinta di un penetratore sui metalli generalmente in carburo di tugsteno, ma per materiali particolarmente duri può essere utilizzato un diamante sintetico. Questo test non distruttivo, seppur interesserà una minima parte del materiale da verificare, lascerà una piccola impronta sul particolare misurato quindi sarà necessario valutare dove effettuarlo. La misurazione con strumenti da banco avviene tramite l’applicazione di una forza nota sul penetratore ed in base alla profondità raggiunta si avrà il valore di durezza. 

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Durometro da banco

Altri strumenti utilizzano il “Leeb Test” o tecnica a rimbalzo. Viene scagliato un dardo caricato da una molla sul pezzo da misurare ed il valore di velocità di rimbalzo ottenuto verrà convertito in HV, HRC, HRB e HB. Le durezze degli acciai vengono spesso espresse in HRC e si utilizzano 2 scale: la B per metalli più morbidi e la C per quelli più duri come gli acciai temprati e hanno valori generalmente compresi tra 19 e 70. Per la ghisa, alluminio, leghe di rame, ottone e zinco i valori spesso vengono espressi in HB con valori tra 30 e 400.

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Durometro Portatile Leeb Test

Per le plastiche si utilizza la scala Shore (HS) secondo le norme ASTM 2240, ISO R.868, DIN 53505, JIS K7215 e si hanno fino a dodici scale ma le più utilizzate sono la scala A (Gomme naturali neoprene, silicone, Poliuretano, vinile, feltro pelli e simili; la scala C/O per tutti quei materiali espansi come le spugne e la gommapiuma; la Scala D per Gomme dure, polietilene, vetroresine, resine epossidiche, metacrilato, policarbonato ecc… La scala ammette valori compresi da 0 a 100 e si contraddistinguono per forma del penetratore che utilizzano. Il valore sarà determinato dal rapporto tra la forza di spinta esercitata e la profondità di penetrazione. Un esempio di valore rilevato 90 SHORE A.